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Masaoka Shiki fu il primo a sancire lo haiku come unità poetica a sé stante. Fino a lui lo haiku era spesso inteso, ancora come hokku, cioè come la parte iniziale di un renga, passibile di prosecuzione in altri versi.
Koomori no
tobu oto kurashi
yabu no naka
Il suono del volo
di pipistrelli - scuro
nel bosco.
Atsukurushi
midare-gokoro ya
rai o kiku
Nel caldo afoso,
il mio cuore turbato.
Avverto il tuono.
Vengo da fuori il fogliame. Tornata
da lontano col respiro.
Ma delle anche il passo
colma lo spazio tra il bosco
e la città,
misurando pietre e pietre,
fili di erbe,
acque sotterranee come libri aperti al vento.
Montrand l'envers,
montrand l'endroit,
les feuilles rouges de l'automne.
La marcia dei passi armati
dai punti alti del traforo
scende
a intersecare la notte dai passi
lucidi,
dal fogliame percepito come dorato.
Mille diavoli bolliti
nell’acquasantiera
di onice,
il rosso emerge
e crea spazio,
come un saltimbanco si tende e vola.
(Memorie intorno al mio cranio)