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La primavera se ne va -
piangono gli uccelli, sono lacrime
gli occhi dei pesci.
Basho
Non temo la città in giallo
ma le traiettorie dei battitori stanchi
dalle fauci addormentate,
che dei palati carminio e corallo
han perso traccia.
***
Origina il tramonto la trascendente
sete,
dalle pozze scure cresce il grano,
fiammelle di un robusto esercito le spighe.
Ti dico addio come l'acqua
che scorre tra le squame dei pesci.
Orme che hai seguito
a perdifiato,
non c'era violenza nel progetto
del vento,
ma rimbalzano ancora le tue ossa sul selciato.
Diedero lustro al sogno elettrico
del tuono,
riempirono il cielo di lampi, poi,
arcuando corpi da giganti,
lo collegarono alla terra,
creando la mescolanza dei suoni.
[il varco]
Tritoni, salamandre, testuggini,
dal mondo del disseccamento
fino all'acqua che nutre
il territorio.
Migliaia di piccoli corpi
accolti dal vuoto creano
percorsi migratori
Ottime ragioni per dimenticarti,
seppellirti in danze macabre,
grovigli di ossa antiche e vere,
come ceri resi molli dal calore,
eppur lievi nel loro sussultare.
Ginestre sui picchi, silenzio degli occhi acerbi.